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lunedì 25 marzo 2013

The Disappearing one - "Several efforts for passionate people"

band campania

“La musica è la nostra meta e il nostro unico interesse”

  di Nicola Furlanetto


Queste sono le parole che trovate nella descrizione del gruppo casertano su bandcamp. Nulla di più vero.Come quel cuore in copertina, che Fabio Giobbe, creatore del progetto, sembra tenere in mano quando canta le sue canzoni.S’inizia subito con una piccola gemma degna del migliore indie-pop degli ultimi dieci anni: “Two Ways Efforts”, una ballata veloce, solare e diretta, che mi ricorda un sacco i migliori Shout Out Louds e che vi resterà in testa al primo ascolto.

Atmosfere sospese e sognanti, colorate da synth melanconici e da una seconda chitarra sempre delicata, fanno da padrone l’inizio del disco, avvicinando per sonorità la band ai conterranei A Toys Orchestra.
Bellissima “Borders Ride”, soprattutto grazie all’innesto dei fiati e del piano.Ma i quattro ragazzi di Caserta dimostrano di sapersela cavare alla grande anche quando alzano bpm, gain ed incisività:
un esempio di ciò è rappresentato da “KMY”, un brano che sembra scritto da dei Maximo Park che hanno imparato a fare canzoni.Se giunti a questo punto state pensando che la band sia debitrice solo alla musica di derivazione anglofona, ascoltate “57 Hurts”, forse il mio pezzo preferito, probabilmente perché nel bridge mi ricorda i Gomez, band sì inglese, ma più vicina ormai alla tradizione rock a stelle e strisce.

Il finale dell' album ci regala altri due piccoli capolavori: “Stop, Think And Talk” ed “Ask Me More”, ballate struggenti, dove le atmosfere si dilatano ancora di più rispetto ai brani precedenti, facendoci viaggiare con la mente verso posti lontani.Bisogna inoltre ricordare che “Several Efforts For Passionate People” è stato completamente autoprodotto dalla band e il risultato è ottimo sotto ogni punto di vista: suoni, scelte artistiche ed arrangiamenti.

Un disco maturo, suonato da bravissimi musicisti e consigliato a chi, quando ascolta la musica, non ha paura di tenere quel cuore in mano.  Nicola Furlanetto


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