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martedì 19 febbraio 2013

Malerva - c'e' sempre da imparare da quattro campani

Questa settimana sugli schermi di NapoliIndieRock facciamo un tuffo tra le atmosfere folk di una verace e piacevole band del campano:Malerva.

malerva band campania
di Marianna Alvarenz
Non solo tamurriate e tarantelle, dai quattro ragazzi cilentani che rispondono ai nomi di Ivan Franzini, Vito Cardellicchio, Emilio Cuoco e Fulvio Sciucca; ma anche pizziche salentine e brani inediti. Chitarra, violino e tamburello per raccontare le gesta della propria terra. I quattro si sono conosciuti nel 2005, e all’attivo ci sono già ben due EP, Sott’ a Noce de Benevientoc -(2007) e Tre Liuni, Tre Barcuni, Tre culonne d’Oro (2008); mentre nel Luglio del 2009 esce l’ultimo lavoro registrato con la nuova formazione (Malerva – 2009). Diverse ed interessanti, le esperienze musicali sul territorio nazionale, live di piazza affiancati a gruppi quali Officina Zoè e Alla Bua, e le trasferte all’estero che hanno visto la band impegnata in un tour belga presso l’ambiente accademico di Antwerpeen ed in uno spettacolo teatrale dell’attore fiammingo di fama internazionale Jurgen Delnaet
concerto malerva
Il loro folk genuino è di facile coinvolgimento, un repertorio da gustare tutto d’un fiato come Ru Ciliento, trionfo di tamburelli per una tarantella che narra le gesta di Don Enricuccio, che suo malgrado dovette fuggire dal Cilento per sfuggire alla promessa sposa. Un giro di accordi abbastanza comune a molte tarantelle del sud Italia, ma con il timbro speciale dei loro luoghi: l’area mondragonese. Sussete Oje Ne, racconta di suoni provenienti dal mare, intervallati da stornelli al tamburello, veri e propri virtuosismi che si susseguono dapprima con movimento verticale e poi eseguiti da destro verso sinistra. Dai quattro campani c'è davvero tanto da imparare. Buona cosa è cercare di accaparrarsi una delle loro serate , con birra a prezzi quasi sempre politico e con grandi possibilità di trovarli sempre più in giro oltre i confini regionali. E’ di qualche giorno fa l’improvvisata nella capitale, e d’estate è facile imbatterli presso sagre e feste di piazza. Chissà se sarà l’anno giusto per una propria etichetta...     
Marianna Alvarenz

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